Non chiamassi Parkinson

almerighi

Non chiamassi Parkinson
avrei più ricordi che fossili la Pesciaia,
ogni senso squalo sarebbe integro.

Mio padre nascondeva lettere
nella cassetta della sua moto,
tutti all’inizio sembrano così innamorati!
In compenso la moglie di mia madre
ha lasciato al posto suo
due centesimi e un cristallo di sale.

Alla prima goccia s’innerva ogni vena
nell’evidente sforzo di scalare specchi,
leggere incarti e bustine,
cercare futuro tra fondi di caffè.
Svelare infine il passato
o un sotto passo alla ferrovia.

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